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GHEMME D.O.C.G.

INTRODUZIONE AL GHEMME D.O.C.G.

In Italia non sono numerose le aree sotto la tutela di una Denominazione d’Origine Controllata e Garantita, l’appellazione più restrittiva nel panorama enologico italiano. In Piemonte, quelle votate alle produzioni a base Nebbiolo sono rappresentate dal Ghemme, Gattinara, Barbaresco, Barolo e Roero. Il Ghemme, per avere le caratteristiche che lo rendono così riconosciuto, deve aderire ad un disciplinare che impone una resa massima di 80q ad ettaro, un invecchiamento minimo di 3 anni. La sua esclusività è anche legata al fatto di essere prodotto solo su 50 ettari dei migliori appezzamenti della zona.

 

Coltivati su un terreno di origine fluvio-alluvionale, relativamente acido e ricco d’argilla, i vigneti beneficiano di un buon drenaggio in quanto localizzati sui pendii collinari e sono curati in modo rigorosamente manuale, così come accade per la vendemmia. La tecnica di diradamento, lasciando un solo grappolo per tralcio, aumenta drasticamente il costo dell’uva, ma è fondamentale per la qualità in quanto favorisce la concentrazione dei sapori e dei profumi. Quest’ultimi sono ulteriormente accentuati dalle condizioni climatiche particolari, con sensibili escursioni termiche diurne-notturne, dovute alle correnti fresche provenienti dalle vicine Alpi.

 

Il risultato è un vino elegante e complesso, riconosciuto negli anni per la sua ricchezza, la sua struttura e i suoi aromi, in grado mesmerizzare quando è al massimo del suo potenziale, ossia dopo un adeguato invecchiamento.

 

Sebbene meno noto del suo parente Gattinara, il Ghemme, grazie ad una crescente produzione di alta qualità, è senza dubbio destinato a veder crescere la sua fama di vino prestigioso.

CARATTERISTICHE TECNICHE DEL GHEMME D.O.C.G.

Origine e metodo di vinificazione

Vitigno: selezione rigorosa di Nebbiolo (90%) e Vespolina (10%), l’uvaggio storico della zona.
Zona di produzione: per la versione Riserva, sommità del miglior vigneto di Torraccia del Piantavigna chiamato Ronco dell’Ulivo, nel territorio di Ghemme, con orientamento Est Ovest. Per la versione tradizionale, vigneti in località Punciön.
Appezzamento: circa 6 ettari di proprietà. Una filosofia di coltura eco-compatibile riduce al minimo l’impiego di agenti chimici.
Composizione del terreno: fluvio-alluvionale argilloso a reazione acida.
Forma di allevamento: guyot, per massimizzare l’esposizione alla luce.
Resa media per ettaro: circa 55/65 quintali (circa 50 quintali per la versione Riserva). Questa resa limitatissima è ottenuta riducendo le quantità ad un grappolo per tralcio, in modo da concentrare tutti i profumi e i sapori in poca uva, ma di grandissima qualità.
Vendemmia: manuale, per preservare l’integrità della buccia, in cassette, nel corso della seconda quindicina di ottobre.
Vinificazione: tradizionale con macerazione delle bucce, seguita da fermentazione malolattica.
Invecchiamento: almeno 4 anni in botti di rovere francese di Allier di medie dimensioni per la versione Riserva; un minimo di 3 anni per la versione tradizionale.
Affinamento: almeno 6 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.
Bottiglia: ispirata ad un’originale del 1904.

Caratteristiche organolettiche

Colore: rosso rubino con riflessi aranciati.
Profumo: fine e gradevole, ricorda la viola.
Sapore: asciutto, armonico, con caratteristico fondo amarognolo.
Temperatura iniziale di servizio suggerita: servire a 16-17° C, stappando la bottiglia qualche tempo prima.
Accostamento gastronomico: carni rosse, brasati, cacciagione, formaggi ben stagionati.
Longevità prevista: data la particolare natura del Ghemme non si può stabilire un limite di tempo per il consumo. Molte bottiglie, se conservate in maniera ottimale, al riparo dalla luce e a 16°C, anche dopo 20 anni dalla data di vendemmia regalano sensazioni uniche.

Video Recensione

Ghemme D.O.C.G. | Le annate